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Bibbiena è posta su un colle dominante una
fertile pianura ove il torrente Archiano confluisce nell'Arno, circonadat
dai gioghi del Pratomagno e di Camaldoli e dai monti della Verna e di
Catenaia. Bibbiena, la cui origine sembra risalire al periodo etrusco,
apparteneva fin dal X secolo ai vescovi di Arezzo. Nel 1289, dopo la
battaglia di Campaldino, fu conquistata e devastata dai fiorentini. Passò
quindi sotto il controllo del Vescovo Guido Tarlati di Arezzo nel XIV
secolo e, dopo la sua morte, del fratello Pier Saccone, il quale, cedendo
Arezzo ai Fiorentini nel 1237 ottenne di mantenere il dominio di Bibbiena.
Il territorio fu quindi conquistato dai fiorentini nel 1360, che ne fecero
sede di podesteria. In passato Bibbiena incentrava la sua economia sulla
produzione agricola: cereali, vino, olio e ortaggi erano oggetto di attivo
e fiorente commercio. Nell'Ottocento si sviluppò la manifattura dei panni
lani e l'artigianato del legno.
PALAZZO DOVIZI
Il palazzo, uno tra i più noti e celebrati dell’
intero Casentino, è particolarmente legato alla figura del suo
proprietario, il Cardinale Bernardo Dovizi detto il Bibbiena (1470 –
1520), noto soprattutto per aver scritto la commedia La Calandra ed aver
avuto rapporti con i maggiori letterati del suo tempo. l’edificio,
costruito nel 1498, si sviluppa su tre piani, con impianto architettonico
rinascimentale di ispirazione fiorentina. All’ interno si trova un'
imponente scala che immette nel salone di ricevimento, anticamera dell’
appartamento del cardinale, dove si possono ammirare un pregevole soffitto
a cassettoni in legno ed un magnifico camino.
CHIESA DI SAN LORENZO La chiesa fu
costruita sui resti di un antico oratorio nel 1474 secondo il disegno dei
Frati architectori addetti alla sovrintendenza di tutte le chiese e
conventi della Provincia Minoritica della Toscana. L’ edifico è composto
da tre navate, le laterali con volta a crociera, la centrale coperta a
capriate da arcate a tutto sesto. All’ interno sono raccolte numerose
opere d’ arte tra le quali vanno ricordate due terracotte invetriate
attribuite ad Andrea della Robbia rappresentanti la "Deposizione" e
l"Adorazione".
PALAZZO
POLTRI (ex pretura)
Il palazzo, di origine
cinquecentesca, conserva pienamente il suo aspetto influenzato in maniera
evidente dalla tradizione fiorentina contemporanea. Di notevole importanza
artistica è l'ampia sala d’ingresso, rettangolare, coperta da un’ ampia
volta ad unghie, apprezzabile soprattutto per l’inserimento dell’ ampio
scalone che conduce ai piani superiori.
PALAZZO NICCOLINI
Edificato nella prima metà del 1600, ed antico
possedimento dei marchesi Niccolini e della famiglia Ducci, è divenuto
sede del Palazzo Comunale. Acquistato dai frati francescani nel 1905, fu
ceduto in permuta al Comune di Bibbiena in cambio del Convento di San
Lorenzo che era stato requisito nel 1866 con la soppressione dei beni
ecclesiastici.
PALAZZO MARCUCCI
(ora Palazzo Mazzoleni)
Accanto a palazzo Niccolini
sorge Palazzo Marcucci, altro simbolo dell’ architettura civile
bibbienese. L'esterno dell'edificio è decorato dall'elegante portale
fogginiano sovrastato dall’ emblema dei vecchi proprietari e nelle
finestrelle del primo ordine arricchite da curiosi mascheroni riferibili
al primo seicento. Da un lato della scala si giunge all’ alcova,
interamente affrescata con temi del Vecchio Testamento, mentre dall’ altra
parte delle scale si susseguono cinque ambienti tra loro comunicanti
interamente affrescati con rappresentazioni mitologiche.
ORATORIO SAN FRANCESCO
L'origine dell’ Oratorio risale al 1580, anno in cui i
componenti della Compagnia delle Sacre Stimmate acquistarono una casa di
proprietà dei Monaci camaldolesi per costruirci la propria chiesa. I
lavori per la costituzione dell'Oratorio iniziarono nel 1736 e terminarono
nel 1782. La facciata è completamente in stile neoclassico, ripartita tra
quattro colonne che sorreggono un piccolo timpano. L’interno, invece è un
raro esempio di architettura in stile rococò. Il soffitto composto da
cassettoni in legno intagliato e finemente decorato in oro, risale alla
fine del 1600. Nella parte centrale dello stesso è inserito un ovale
formato da una cornice in legno e da una tela raffigurante S. Francesco
che riceve le Stimmate. Le pareti sono decorate da quattro grandi
affreschi della prima metà del 1700 che descrivono alcuni episodi della
vita di Gesù opera del pittore fiorentino Parenti.
PALAZZO
FERRI La facciata del palazzo è costituita da tre
ordini di finestre che fanno risalire la sua costruzione al XI secolo. Al
primo piano si collocano gli ambienti più ineterssanti tra cui una serie
di sale di varie dimensioni i cui soffitti e le pareti, sono decorate in
stile ottocentesco.
PORTA DEI
FABBRI
L’imponente Porta dei Fabbri rappresenta oggi
l’unico punto di accesso alla cerchia murata, dalla quale si esce dal
centro storico di Bibbiena.
PIEVE DEI SANTI
IPPOLITO E DONATO La chiesa, adibita in origine a
cappella del castello, risale agli inizi del XII secolo. Anticamente la
chiesa era con pianta a croce greca, è stata successivamente ampliata, con
l’allungamento della navata sud, dopo l’assedio fiorentino del 1289. Sono
tuttora conservate alcune strutture originarie come gli arconi in cotto
che separano i bracci del transetto e dell’abside della navata. All’
interno si possono ammirare opere d’ arte di noti autori tra cui la
“Madonna in trono con Bambino ed Angeli” di Arcangelo Di Cola da Camerino;
la Croce dipinta del Maestro di S. Polo in Rosso; la “Madonna con Bambino
e i Santi Michele e Antonio Abate” di Iacopo Ligozzi; la “Madonna in trono
con Bambino e Santi” di Bicci di Lorenzo; la “Madonna con Bambino e Santi,
un affresco del XV secolo, del "Maestro di Bibbiena"; lAnnunciazione,
della seconda metà del XIV secolo di a Giovanni Balducci detto Il Coscie e
la “Madonna in trono con Bambino, una pregevole scultura lignea del XIV
secolo.
PIAZZA PIER SACCONE
TARLATI Oggi conosciuta come Piazza Grande conserva
l’imponente torre angolare con cella campanaria, faceva parte dell’ antico
palazzo vescovile.
PALAZZO
SCOTI-FRANCESCHI Il palazzo, caratterizzato da un
triplo ordine di finestre, presenta un ampio androne che immette in un
giardino pensile.
TEATRO
DOVIZI
Palazzo Dovizi, con la sua linea tipicamente
ottocentesca, fu eretto nel 1842 per volontà dell’ Accademia degli
Operosi. All’ interno presenta la caratteristica forma ad U, una
particolare copertura lignea, il soffitto decorato con un cielo dai toni
tiepoleschi, il terzo ordine di palchi, la graticcia e il ballatoio.
PALAZZO MARCUCCI
POLTRI
Il palazzo è articolato in vari ambienti
suddivisi ora tra i vari propietari degli appartamenti in cui lo stesso è
stato diviso. In uno di essi si apre un ricco salone interamente rivestito
di affreschi con scene di ispirazione mitologica. Nella sala principale
sono rappresentati paesaggi campestri racchiusi da cornici dorate separate
da elementi di stile tardo barocco.
PALAZZO NATI POLTRI (ora palazzo Conti)
Il
palazzo presenta un prospetto cinquecentesco scandito da due ordini di
finestre di tradizione fiorentina. Un ampio vestibolo permette di accedere
agli ambienti più ricchi della casa: tre sale con soffitti lignei,
decorati a cassettoni dipinti e con le pareti ricche di affreschi.
SANTUARIO SANTA MARIA
DEL SASSO Il Santuario, l’unico esemplare
rinascimentale nel Casentino, ha grande valore storico, artistico e
religioso, tanto che nel 1899 è stato dichiarato Monumento nazionale. Il
Santuario deve il proprio nome ad un grande masso sul quale durante l’
anno 1347, i contadini della zona notarono più volte una colomba bianca
che si lasciava avvicinare solo dai bambini e da un eremita camaldolese,
Martino da Poppi, che sostava nei dintorni. Il 23 giugno, verso sera, una
bambina di 7 anni, Caterina, vide una "bellissima donna biancovestita",
che la esortò all’ amore di Dio e alla purezza e le diede dei baccelli,
che poi la sera a casa furono trovati pieni di sangue. Questo episodio fu
un presagio della terribile peste del 1348, da cui Bibbiena e dintorni
rimasero immuni. L’incendio del 1486 distrusse la chiesetta,
successivamente ampliata, fatta costruire dall’ eremita Martino. Quello
stesso anno, iniziarono i lavori per la costruzione dell’ attuale
santuario, sostenuti, nel 1495 da Padre Giorolamo Savonarola, ritenuto il
fondatore di S. Maria: la nuova chiesa fu consacrata nel 1507. Il
santuario fu costruito su disegno di Giuliano da Maiano, nella lunetta
sopra il portale si trova un affresco di Gherardino del Fora datato 1486.
Il campanile rialzato nel 1851, custodisce un’ antica campana del 1362. Il
loggiato, di antico stile fiorentino del 400, è decorato con affreschi
settecenteschi. La chiesa superiore a croce latina con volte a botte e
cupola racchide un tempietto, opera di Bartolomeo Bozzolini da Fiesole, in
cui è conservato l’affresco della "Madonna del Sasso" di Bicci di Lorenzo
(1430-1440). Ai piedi dell’ altare è stato collocato il masso
dell’apparizione e a ridosso dello stesso si trova l’ "Annunciazione" del
Brina (1567), dietro l’altare invece si trova l’organo di Fra Tommaso da
Cortona (1525) con di fronte il ritratto del Savonarola. Nelle cappelle
adiacenti è possibile vedere "la Natività di Maria" di Jacopo Ligozzi
datata 1607 e "S. Giacinto" del Buti risalente al XVII secolo. La chiesa
inferiore è il cuore del santuario. Qui la Vergine apparve alla piccola
Caterina. Sull’altare è posta la "Madonna del Buio", un’imponente statua
lignea dei primi del 500 (sembra essere di scuola di Donatello). La terza
chiesa fu costruita a sostegno del coro (1513-1523) con al suo interno un
crocefisso, una deposizione di Baccio Bacci e una Madonna con Santi del
Lappoli (1492-1552). Infine il chiostro, unico esemplare di chiostro
cinquecentesco nel Casentino, con al centro un pozzo del 1502-1504.
LE FRAZIONI
GRESSA
Posta a 5 Km. da Bibbiena in direzione di Chiusi della Verna, Gressa,
per la sua posizione e per lo stato di conservazione è uno dei castelli
più interessanti del Casentino. Una stradina stretta e selciata, conduce
alla porta di accesso del castello da dove si gode un suggestivo panorama
del Casentino. Fin dal XI secolo il castello, possedimento dei Vescovi di
Arezzo, fu utilizzato da questi come dimora estiva. Sono ancora visibili
ampi tratti delle due cinte murarie.
PARTINA Piccolo abitato di antica origine
etrusca. Del castello medioevale restano pochi elementi originari
inglobati nella moderna ricostruzione.
SERRAVALLE Il paese, situato all’ interno
del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, è un ambita località di
villeggiatura. Posto vicino al monastero di Camaldoli, si trova in una
splendida posizione panoramica a circa 880 metri di altitudine, vi ha sede
il Centro Visita del Parco e il Centro di Educazione Ambientale
SOCI
Nel medioevo aveva un castello con relativo borgo di cui rimangono
solo una porta del recinto esterno delle mura e una torre quadrata che
aveva funzione di punto di segnalazione nel sistema difensivo. La grande
villa della Mausolea, antica proprietà del Monastero di Camaldoli, situata
a nord di Soci, è un notevole esempio di architettura seicentesca.
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