La Storia di TODI

Le origini della città riconducono ad una millenaria leggenda secondo la quale Todi sorse per volere dei Veii Umbri, nel sito ove un'aquila depose la tovaglia del loro desco. Arroccata su un'altura di circa 400 m. s.l.m., la città domina la valle del Tevere in una zona di confine con l'antico territorio degli Etruschi, dei quali subì infatti la dominazione. Da questa particolare collocazione geografica ha forse origine la sua antica denominazione di Tutere, "confine" appunto. Todi risulta agevolmente raggiungibile se si percorre la Superstrada "E 45" che collega Orte con Perugia, dalla quale dista circa 30 Km. La sua vocazione economica, desunta dalla tipologia delle attività che insistono sul territorio, risulta prevalentemente fondata sui servizi. Sono attualmente attivi nella città circa 1.100 operatori economici, su una popolazione residente di 16.803 abitanti (dati censimento '91. Realizzata tra il III ed il I secolo a.C. durante la dominazione etrusca, una massiccia cerchia di mura abbraccia due colli, raccordati tra loro da una complessa struttura muraria fondata su alti pilastri che sostengono volte; su queste ultime si distende un piano artificiale: la Piazza Grande. Todi diventa Municipio Romano intorno al I secolo a.C., periodo nel quale viene riadattata la cerchia di mura preromane precedentemente descritta. L'incremento demografico che si registra in quel periodo rende anche necessaria la costruzione di un terrazzamento che circonda la città nei suoi lati orientale e meridionale, costituente di per sé un ampliamento delle mura preesistenti. Della città romana rimangono ancor oggi numerose testimonianze: i frammenti di colonne della Cattedrale, il lastricato di travertino e le grandi cisterne sotto la piazza, la pavimentazione a mosaico di alcuni edifici pubblici. Il Teatro viene costruito al di sopra del muro di terrazzamento orientale, ed il Mercato occupa l'area delimitata dalla poderosa muratura a nicchie semicircolari, altra struttura di contenimento edificata per colmare il dislivello tra le due cerchie fortificate della città. L'Anfiteatro sorge invece in un'area pianeggiante fuori della città, sulla strada che collega con la Via Flaminia. Vengono edificati altresì i Templi di Giove, Minerva, Giunone, Marte e le Terme. Nell'Alto Medioevo Todi rimane contenuta entro l'antica cerchia etrusco-romana, ed il suo tessuto urbanistico è regolato dalle tre strade principali che, provenienti dal territorio circostante, si incrociano nel centro urbano: la Via Amerina in direzione nord-sud, la Via Ulpiana da est, e l'Orvietana da ovest. Fuori dalle mura, la città si espande concentrandosi nella zona dell'Anfiteatro Romano che, nel corso delle invasioni barbariche, viene usato quale baluardo di difesa; nei dintorni si collocano altresì, le prime chiese extramurarie di S. Agostino e S. Nicolò de Criptis. Nel 760, Desiderio, Re dei Longobardi, e Papa Paolo I concordano i confini del territorio di Todi sul versante del Ducato di Spoleto. Tra l'XI ed il XII secolo l'abitato torna ad allargarsi nello spazio esistente tra le due cerchie antiche, mentre a nord si delinea un'espansione fuori porta che già agli inizi del '200 si configura come il Borgo Nuovo. Il Comune Medioevale raggiunge la sua piena definizione tra il XIII ed il XIV secolo. Intorno alla metà del 1200, la città viene racchiusa entro la terza e definitiva cerchia muraria che, ricalcando in parte il tracciato della seconda, si allunga a comprendere le nuove appendici nate lungo le strade di accesso: il Borgo Nuovo ed il Borgo Ulpiano di Porta Fratta. Il complesso monumentale della Piazza raggiunge tra i secoli XIII e XIV il suo assetto unitario e rappresentativo del potere pubblico. Alle opposte estremità dello spazio rettangolare, contrappone il gruppo dei palazzi laici al complesso del Duomo.L'insieme dei palazzi si articola in tre costruzioni: il Palazzo del Podestà, il Palazzo del Capitano del Popolo ed il Palazzo dei Priori. Dal XIV secolo l'autonomia comunale andrà via via indebolendosi, di pari passo con l'attuazione del programma di restaurazione intrapreso dalla Chiesa. Vi si insediano quali Signori i Malatesta da Rimini, Biordo Michelotti, Ladislao d'Angiò Re di Napoli, Braccio Fortebraccio da Montone, Francesco Sforza. La ribellione del popolo tudertino alle rivendicazioni papali provoca ben presto una serie di interventi repressivi condotti dal Cardinale Albornoz, che nella seconda metà del XIV secolo impone alla città un Governatore Pontificio ed anche la costruzione di una Rocca nella parte più alta della città, fortilizio che tuttavia sarà demolito nel XVI secolo. Dagli inizi del XIV secolo inizia per Todi un lento ma inesorabile periodo di decadimento, ravvivato solo dal completamento del Tempio di San Fortunato intrapreso in grande stile dal Comune nel 1292, cui contribuiscono Giovanni di Santuccio da Fiorenzuola e Bartolomeo Mattioli da Torgiano, oltre a numerosi Maestri lapidici lombardi. Nei secoli XV e XVI si costruiscono, nelle aree più rappresentative della città alta, le residenze private della famiglie notabili, come i due Palazzi degli Atti su Piazza Garibaldi e lo stesso Palazzo Cesi, ai piedi della scalinata del Duomo. Solo con l'ascesa all'episcopato di Todi di Angelo Cesi (1566-1606) la città sembra rifiorire e risollevarsi da una grave depressione demografica successiva alla peste del 1523, che aveva ridotto la popolazione a poco meno della sua metà. Il periodo legato al Cesi è ricco di interventi urbanistici ed architettonici per Todi, anche se egli non realizza effettivamente che una piccola parte del suo programma, complessivamente pensato come un vero e proprio Piano Regolatore. Tra gli interventi più significativi, l'allargamento della Via Cesia e della Via Rua, dove si colloca l'omonima fontana; i restauri della Cattedrale e la costruzione del Palazzo Vescovile, cui si accede da una rampa a sinistra del Duomo attraverso un portale del Vignola; l'edificazione della Chiesa del Crocifisso fuori le mura, costruzione realizzata sulla scia del cinquecentesco Tempio della Consolazione, che fu iniziato nel 1508 sul luogo di un'edicola particolarmente cara alla devozione popolare. Il Tempio extraurbano di Santa Maria della Consolazione è uno splendido gioiello architettonico in felicissimo rapporto con il paesaggio collinare circostante. Probabilmente Basata sul progetto del Bramante, la sua edificazione si protrasse sino al 1607, con il contributo di numerosi architetti tra cui il Peruzzi, il Vignola e lo Scalza, oltre anche di numerosi artisti delle decorazioni, degli arredi, dei dipinti. E' con questo periodo che può ritenersi chiusa la sintesi delle vicende di definizione urbana, che nei secoli seguenti si limitano ad interventi minuti e frammentari. La città mantiene oggi un'integrità storica particolare; nel suo tessuto le epoche sembrano fondersi con naturale continuità e i contrasti non si rivelano con violenza. L'ottimo rapporto con il paesaggio circostante, condizione tra le più rare, non ha mai subito alterazioni profonde: la connotazione agricola del territorio stesso non può dirsi in alcun modo stravolta. L'espansione edilizia degli anni recenti si lega alle piccole frazioni di fondovalle, lasciando intatto il profilo della città a corona del colle che scende ripido tra boschi e colture.

Da visitare

Piazza del Popolo, nella sua forma allungata e chiusa dai volumi monumentali dei Palazzi Pubblici e del Duomo, è tra le più singolari realizzazioni comunali umbre. Sul luogo dove già il Foro Romano vedeva collocati gli edifici rappresentativi, si definisce, tra i secoli XIII e XIV, un involucro che alle opposte estremità dello spazio rettangolare contrappone, con effetto suggestivo, il gruppo dei palazzi laici al complesso religioso. Il primo si articola in tre costruzioni che fanno angolo tra la Piazza Maggiore e l'adiacente Piazzetta Garibaldi. Il Palazzo del Podestà, uno tra i più antichi edifici comunali italiani, venne eretto tra il 1214 ed il 1228: è costituito da un corpo rettangolare, porticato al piano terreno e severo nella sua mole chiusa e squadrata che si allunga verso la Piazza; nel 1290 venne eretto il Palazzo del Capitano del Popolo, con un'ampia loggia a pilastro centrale al piano terra, spazio coperto destinato ai commerci ed alle più varie attività pubbliche; tra il 1334 ed il 1347, il Comune realizza il Palazzo dei Priori, in forme gotiche e con una torre quadrangolare. Il Palazzo subirà poi un intervento di rifacimento nel '500, cui si deve la sobria facciata che costituisce il fondale della piazza. Tra il 1335 ed il 1339 la Piazza viene ampliata nel lato verso ovest, a completamento di un piano organico pluriennale. In analogo ed opposto fondale si colloca il Duomo, che vi si attesta prima degli altri edifici pubblici laici; intorno al 1000, rappresenta già il fulcro politico della città governata dal Vescovo. Lo stesso Duomo verrà ampliato in varie fasi successive, nel corso dei secoli XII e XIV.

Al di là del magnifico scenario offerto dalla Piazza principale e del patrimonio architettonico a cui si è precedentemente fatto riferimento, un itinerario meno classico ma sicuramente emozionante e suggestivo è quello che conduce il visitatore all'interno dei tre borghi medioevali denominati Ulpiano, Nuovo e di Porta Fratta, oltre che nella zona della Valle inferiore detta dei Pontigli; all'interno degli angusti vicoli si aprono frequentemente le porte a tutto sesto delle antiche botteghe artigiane, facenti capo, in epoca medioevale, alle ventitré corporazioni di arti e mestieri che dominavano l'intera vita economica cittadina; erano spesso le stesse corporazioni, oltre agli ordini monastici, a commissionare la costruzione delle numerose piccole chiese e degli oratori di cui sono ancora visibili le vestigia.

Ma una visita di Todi non può considerarsi conclusa senza un'immersione nella splendida campagna sottostante, il cui panorama costituisce di per sé una rilevante attrattiva turistica. Il territorio circostante il Centro Storico era un tempo punteggiato da innumerevoli castelli che formavano un sistema difensivo particolarmente efficace ed articolato; dai muraglioni del parco della Rocca è ancora oggi possibile scorgere i resti di alcuni di essi, seminascosti tra la vegetazione. Degli oltre 300 avamposti che si tramanda costituissero la rete difensiva di Todi, sicuramente quello meglio conservato e più suggestivo è quello di Montenero, immerso in una fitta pineta a dominio di tutto il versante meridionale del territorio comunale.

Tra gli esempi più coraggiosi in Italia di moderna architettura religiosa va sicuramente inserito il complesso di Colvalenza (Chiesa e Santuario dell'Amore Misericordioso), disegnato dall'architetto madrileno Giulio Lafuente e realizzato nel 1965, oggi meta di frequenti pellegrinaggi e sede di convegni e ritiri spirituali. Il Convento di Montesanto, verso occidente, è invece un edificio religioso di stampo tradizionale, famoso per aver ospitato, nei primi del '400, il ritiro di S. Bernardino; davanti all'ingresso della chiesa fu in quell'occasione piantato un tiglio che fa ancora bella mostra di sé. Sopra l'altare era ospitata, fino all'arrivo delle truppe napoleoniche, una splendida pala raffigurante l'Incoronazione della Vergine realizzata da Giovanni di Pietro detto lo Spagna, che oggi arricchisce il patrimonio artistico dell'interessantissimo e particolarmente funzionale Museo Cittadino.


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