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Durante il IX sec. a.C. gli Etruschi si insediarono nelle grotte scavate nell'imponente panettone tufaceo su cui sorge l'attuale città. A questi antichissimi insediamenti si deve l'origine di Orvieto; le testimonianze archeologiche arrivate fino ai nostri giorni inducono comunque a pensare che il massimo sviluppo di Orvieto come centro commerciale di primaria importanza della civiltà etrusca fu raggiunto nel VI sec. a.C.. L'invasione romana del 264 a.C. costrinse gli abitanti a lasciare la città, che riprese a vivere come centro autonomo soltanto con il declino dell' Impero Romano d'Occidente, e rappresentò un ambito sito strategico sia sotto l'aspetto difensivo che viario per tutto il periodo susseguente alle invasioni barbariche e fin oltre il dominio longobardo, quando Orvieto assurse al rango di libero Comune e fortificò il proprio nucleo abitato. La susseguente espansione amministrativa e militare causò inevitabili contrasti territoriali con il Stato Pontificio e portò alla creazione di due distinte fazioni politiche: quella guelfa, rappresentata dalla famiglia dei Monaldeschi , e quella ghibellina, sotto l'egida dei Filippeschi. La parte guelfa della città assicurò una strenua resistenza alle incursioni di Federico I Barbarossa, che nel frattempo aveva conquistato buona parte del territorio circostante fino a minacciare da vicino Roma. La fedeltà dimostrata al Papa fece sì che Orvieto fosse onorata e tenuta in buona considerazione dal Papato fino a tutto il '200, periodo in cui la città raggiunse i vertici del proprio sviluppo istituzionale, territoriale ed artistico-architettonico: fu costituito il Consiglio Generale dei Quattrocento e fissate le modalità per l'elezione del Capitano del Popolo, vennero eretti nuovi palazzi e nuove chiese, tra cui il celeberrimo Duomo, e le città circostanti vennero in gran parte assoggettate, anche quelle stanziate sul territorio dello Stato Pontificio. Ne scaturì un nuovo periodo di instabilità politica , aggravato dal trasferimento di Papa Martino IV ad Orvieto a seguito di contrasti con Viterbo, legittima sede papale, ed una nuova suddivisione della città in due fazioni. Nel 1354 il Cardinale Albornoz, al servizio dello stato pontificio, fu chiamato a ristabilire l' ordine ed a riaffermare il controllo della Chiesa su Orvieto e sulle terre ciscostanti. Ancora oggi le vestigia di questo lungo percorso storico costituiscono, insieme alla più recente ma ormai consolidata tradizione vinicola ed artigianale, gli elementi di maggior spicco della fama di Orvieto anche al di là dei confini nazionali. Il DuomoCostruito a partire dal 1263 per volere del pontefice Urbano IV a seguito del miracolo del sangue che sgorgò dal pane benedetto mentre un prete boemo celebrava la messa nella Basilica di S. Cristina a Bolsena, si presenta con una meravigliosa facciata gotica, un grande polittico ricco di pregiate decorazioni a mosaico e di raffinati bassorilievi. L'interno conserva un' atmosfera particolarmente suggestiva ed importanti opere, tra cui spicca la Cappella di S. Brizio, strutturata con volte a crociera; gli affreschi alle pareti, iniziati da Frà Giovanni da Fiesole, furono completati da Luca Signorelli. Nel transetto è possibile ammirare una Pietà del XVI sec., opera di Ippolito Scalza.
Palazzo dei Sette Sono molto poche le informazioni storiche concernenti l'origine di questo bellissimo palazzo. Fu fatto probabilmente costruire nei primi decenni del 1300 sopra una struttura preesistente. Questo sarebbe dimostrato dalla presenza della Torre del Moro, sicuramente più antica, all'interno del complesso edilizio. L'opera doveva servire come sede per la Magistratura dei Signori Sette. Chiesa di Sant'Andrea La Chiesa fu costruita nel periodo che va dal secolo XI al XII. Edificata su di un Tempio preesistente, rappresenta un pregevole esempio d'arte romanica. Si fregia di un grazioso porticato, posto sul lato sinistro, è di una torre campanaria dalla caratteristica base dodecagonale. Le colonne presenti all'interno risalgono probabilmente al II secolo. La chiesa ospita numerosi affreschi risalenti ai secoli XIV e XV.
Fu costruita nel secolo XIII in uno stile che rappresenta la transizione tra il romanico e il gotico. All'interno della Chiesa è situato il Monumento Funebre al cardinale de Braye, attribuito ad Arnolfo di Cambio. Chiesa di San Giovenale E' situata sul bordo della Rupe, fuori dal centro abitato. Bellissima nella sua semplicità, domina la valle dal secolo XI. Per la sua posizione, lontano dai rumori cittadini, è spesso sede elettiva per mistici raccoglimenti.
Il Pozzo di San
Patrizio
Palazzo
Soliano, Museo dell'Opera del Duomo e Museo d'Arte Moderna Emilio
Greco Il palazzo ospita oggi due importanti Musei. Al primo piano è situato il Museo dell'Opera del Duomo che ospita numerosi affreschi, sculture e dipinti a partire dal 200. Assai pregevoli, ad esempio, alcune terrecotte invetriate di Della Robbia. Si possono inoltre ammirare opere del Martini, dei Pisano, del Maitani e del Mochi. Scendendo al pianterreno, invece, si entra nel Museo d'Arte Moderna. Questo fu inaugurato nel 1991 e raccoglie una collezione di opere scultoree e pittoree di Emilio Greco, da lui stesso donate al Comune di Orvieto. Questo autore era già caro agli orvietani per aver realizzato le porte bronzee del Duomo.
Palazzo del Capitano del
Popolo L'opera fu iniziata nel 1844 per volere del popolo, costituitosi appositamente in consorzio. Il progetto fu affidato all'architetto Santini, fatto venire da Perugia. L'opera però non fu portata a termine e, dopo 11 anni, venne affidata ad un altro architetto, un certo Virginio Vespignani, che modificò in parte il progetto originale per renderlo più vicino al proprio stile. All'interno si possono ammirare numerosi affreschi di Pietro Angelini, dell'Accademia di san Luca in Roma, e di Cesare Fracassini. A quest'ultimo si deve anche il sipario, una riproduzione della cacciata dei Goti da Orvieto avvenuta nel 538 d.C. ad opera di Belisario. La struttura, inaugurata nel 1866, venne intitolata al famoso compositore e direttore d'orchestra Luigi Mancinelli, naturalmente orvietano. Da subito il teatro fu meta di numerosi artisti della lirica che lo vedevano come il biglietto da visita per il successo. Esso era infatti un piccolo gioiello di architettura acustica e ancora oggi, dopo lunghi lavori di restauro, rappresenta un fiore all'occhiello nella vita culturale della città e dell'Umbria.
Sotto la città, così ricca di storia e così viva, si nasconde un'altra Orvieto, certamente meno dinamica ma sicuramente altrettanto interessante. Non può certo vantare molti monumenti, o chiese, o musei, ma nessuno la batte in quanto a memoria. Con le sue molteplici grotte, giorno dopo giorno, permette di ripercorre le vicende degli Etruschi e dei Romani, e lascia libera la fantasia di immaginare scene di vita quotidiana così come potevano svolgersi nel Medioevo o nel Rinascimento. E' un interessantissimo viaggio sotterraneo alla ricerca di cunicoli, cisterne, cave, gallerie e antichi frantoi sotterranei scavati dall'uomo. (Per informazioni sulle visite guidate alla Città Sotterranea, organizzate dalla soc. Speleotecnica, telefonare allo 0763/344891; partenze previste da Piazza Duomo, 24, tutti i giorni alle 11 e alle 16) Pozzo della Cava Una particolare menzione merita a questo proposito il Percorso Archeologico del Pozzo della Cava, un seggistivo percorso sotterraneo nel quartiere medievale di Orvieto attarverso grotte ricche di rotrovamenti archeologici recentemente riportati alla luce dopo secoli di silenzio. Qui di seguito vengono riportate alcune note sui più importanti ritrovamenti visibili all'interno delle grotte:
Ogni anno, per le festività natalizie, è divenuto ormai una tradizione
l'appuntamento con il Presepe nel
Pozzo, che si prefigge da tredici anni di ricreare
l'ambiente e l'atmosfera della Palestina dell'anno zero con dei
persionaggi animati a grandezza naturale. Sarà stata la folle scelta
dell'ambientazione (una parte del presepio è allestita all'interno
del Pozzo della Cava, sospesa a 36 metri di altezza), la cura quasi
maniacale della ricostruzione storica (gli abiti, gli arredi e gli
elementi scenografici sono rifatti in maniera quanto più possibile vicina
agli originali del tempo di Cristo) o la realisticità dei personaggi
(realizzati con i materiali e le tecniche degli effetti speciali teatrali
e cinematografici), sta di fatto che il successo è di anno in anno sempre
crescente. Web site: www.pozzodellacava.it Servizi annessi: Saletta didattica Cortile interno Piccolo Bookshop "La Bottega del Buon Vino":enoteca, trattoria tipica, bar "Le Arti Minori": artigianato locale, riproduzione dei reperti in maiolica
Si sviluppa su una pendice della rupe ed è la testimonianza più diretta della vita e delle usanze della civiltà etrusca nel territorio orvietano. La necropoli mostra un impianto urbanistico accuratamente progettato e organizzato secondo un regolare schema planimetrico, dietro l'impulso di un forte potere cittadino. Le tombe, a camera, sono costruite in blocchi di tufo e sull'architrave esterno portano iscritto il nome del defunto. Esse hanno restituito materiale che va dal secolo VIII al III a.C. ( Orario di Apertura: Periodo Estivo 9:00/19:00 Periodo Invernale 9:00/un'ora prima del tramonto, per informazioni telefonare allo 0763/343611) La Processione del Corpus Domini, che vede le vie cittadine ricoperte da un tappeto di fiori e percorse da un solenne corteo composto da oltre 400 figuranti in costume d'epoca. Viene portato in processione il Santissimo Corporale, racchiuso in un prezioso reliquiario e testimonianza del miracolo avvenuto a Bolsena nel 1264 (prima domenica di giugno). La Festa della Palombella, importante manifestazione organizzata in occasione della Pentecoste. Una colomba bianca, simbolo della discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, vola sulla piazza del Duomo e raggiunge una "macchina" che rappresenta il Cenacolo, situata sul sagrato. Durante lo stesso fine settimana (17/18 maggio per il 1997) si svolge anche il Mercato della Palombella (artigianato, antiquariato e non solo). Il Palio dell' Oca, un gioco medioevale di abilità a cavallo già esistente nel '400; il Palio viene disputato in Piazza del Popolo (ultima domenica di maggio) fra 40 cavalieri divisi per contrade, in una coinvolgente atmosfera di partecipazione popolare. Il Corteo delle Dame in costume medioevale, che raggiunge il Duomo per la celebrazione dei Vespri nel pomeriggio antecedente alla festa del Corpus Domini; la serata prosegue con uno spettacolo di musici, danze e sbandieratori a Palazzo del Popolo. Orvieto per la Danza, festival di danza contemporanea (tra Palazzo Simoncelli e Teatro Mancinelli per tutto il mese di ottobre). Processione del Cristo Morto, che si snoda al lume delle fiaccole nel tragitto tra le chiese di S. Giovenale e S. Andrea nella notte del Venerdì Santo. C'era una volta, manifestazione che si impernia sulla riapertura di antiche botteghe artigiane con musica, saltimbanchi e gastronomia (dal 21 dicembre 1997 al 6 gennaio 1998). Umbria Jazz Winter, festival internazionale di musica jazz nato da una costola del festival estivo che si svolge per larga parte a Perugia, ha rapidamene conquistato notorietà internazionale ed apprezzamento di appassionati e non (dal 24 dicembre al 6 gennaio 1998). Concerto di Pasqua, eseguito dall' Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai all' interno del Duomo e trasmesso in Eurovisione. Presepe nel pozzo della CavaGiunto nel 1998 alla decima edizione, è un presepe sotterraneo in cui personaggi semoventi a grandezza naturale - realizzati con i materiali e le tecniche degli effetti speciali teatrali e cinematografici - popolano per alcuni giorni le grotte che costituiscono il percorso per la visita al Pozzo della Cava. Ma la cosa più singolare è che lo stesso pozzo ospita al suo interno una parte del presepe, realizzata grazie al contributo dello Speleo Club Orvieto in un punto accessibile soltanto calandosi appesi a delle funi. L'allestimento è diverso di anno in anno e presenta la particolarità di non dividersi in scene separate, costituendo un ambiente continuo nel quale il visitatore può camminare ricevendo l'impressione di immergersi nella vita quotidiana di duemila anni fa, grazie alla particolare cura dedicata all'ambientazione ed ai costumi; anche le musiche ripecchiano i ritmi, le intonazioni e la lingua della Palestina dell'anno zero. Il tema scelto per l'edizione 1999-2000 (dal 23 dicembre al 9 gennaio, orario continuato dalle 9:00 alle 20:00) è lo Shabat, ovvero il sabato ebraico. |
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