La Storia di CIVITA CASTELLANA




Sorge ai piedi dei Monti Cimini, in una terra così fertile da favorire insediamenti umani sin dall'epoca preistorica: esistono reperti che risalgono addirittura all'età del Bronzo. Numerosi sono i popoli che hanno abitato questa zona lasciando segni tangibili della loro presenza, come testimoniano i reperti archeologici disponibili. Già nucleo urbano di prestigio sotto il dominio degli Etruschi, assume maggiore importanza grazie all'opera di ristrutturazione architettonica messa in atto dai Falisci: questi ultimi, sebbene facessero parte della confederazione etrusca, costituivano un ceppo distinto, e sembra avessero forme linguistiche, riti e costumi diversi; uomini forti e coraggiosi, discendenti diretti del prode Agamennone, furono costretti ad abbandonare la città che avevano così alacremente contribuito a costruire a seguito dell'invasione romana. Dopo aver opposto una strenua resistenza agli attacchi di Furio Camillo, capitolarono definitivamente nel 241 a.C. e dovettero ripiegare più a nord, dove, in alleanza con gli Etruschi, fondarono il nuovo centro di Falerii Novi. Questo ebbe però vita breve, in quanto mancava completamente di protezioni murarie e di una fortezza vera e propria, e fu quindi sottoposto a continue invasioni barbariche. Sconfitti e fiaccati nel morale, i Falisci tornarono quindi a Falerii Veteres (nome con cui gli invasori avevano battezzato la loro antica dimora) trovandola completamente cambiata: i Romani avevano stravolto l'aspetto della città ed avevano trasformato le poche strutture architettoniche rimaste in luoghi di culto, ignorando completamente la loro funzione originaria. Ne sono testimonianza tuttora evidente i Templi di Giunone Curite e di Minerva. Questa città compare per la prima volta in documenti scritti nel 727 d.C., con la denominazione di "Massa Castellanae Patrimonii Tusciae" , e nel 998 ebbe il titolo di città da Gregorio V; successivamente, per via del dominio esercitato sui castelli circostanti, assunse il nome di Civita Castellana che tuttora conserva. Al principio del XII secolo la città fu presa da Pasquale II; nel 1155 vi sostò Adriano IV, durante il suo viaggio alla volta di Sutri dove doveva svolgersi l'incontro con l'imperatore Federico I: fu lo stesso Pontefice a assegnarla successivamente alla famiglia De Vico. Nel 1195 Celestino III riportò Civita alle dirette dipendenze della Santa Sede. Dopo una breve parentesi di dominio imperiale con Federico II (1240), nella seconda metà del XIV secolo la città tornò in mano ai Papi e fu assegnata in feudo da Gregorio XI ai Savelli. Dopo un periodo di lotte tra questi ultimi ed i precedenti Signori De Vico, la Santa Sede vi riaffermò la propria giurisdizione diretta nel 1426.Da questo momento la città seguì le sorti dello Stato Romano, e molti Papi la visitarono o vi furono comunque di passaggio. Nel 1494 Papa Alessandro VI Borgia incaricò Antonio da Sangallo il Vecchio di ristrutturare un fortezza, con lo scopo di difendersi da eventuali attacchi nemici, ma l'artista non riuscì a portare a termine l'opera. Durante il papato di Giulio II il lavoro fu affidato ad Antonio da Sangallo il Giovane, grazie al quale l’edificio passò alla storia come "Forte Sangallo". La struttura venne successivamente adibita a prigione e divenne famosa per aver "alloggiato" Papi deposti e banditi di ogni rango. La fortezza ha oggi un ruolo del tutto diverso: in essa sono custoditi molti reperti archeologici di inestimabile valore. La storia successiva di Civita Castellana riporta un altro rilevante episodio avvenuto il 4 dicembre 1798: i soldati della Repubblica Francese, guidati dal generale Mac Donald, vi sconfissero le truppe napoleoniche del generale Mack. Non smentendo le proprie origini, il popolo civitonico è noto ancora oggi per il suo spirito indipendente e per la tenacia con cui persegue i propri obiettivi anche nell'ambito del lavoro: la città è famosa in tutto il mondo come produttrice di sopraffine ceramiche, tanto artistiche che di uso comune.



Monumenti ed Itinerari
I resti archeologici ed i notevoli monumenti siti in Civita Castellana fanno di questa cittadina una delle più interessanti del Lazio. Tra i resti di Falerii Veteres, il più notevole è costituito dai ruderi del Tempio argivo di Giunone Curite. Tali ruderi risalgono al IV o III secolo a.C.; attualmente oggetti votivi e sculture trovati in zona sono conservati al Museo di Villa Giulia di Roma e, in piccola parte, nel Museo di Forte Borgiano del Sangallo. Vi sono poi, sparsi in tutto il territorio, molti sepolcreti etrusco-romani che hanno fornito numeroso materiale ceramico di tipo falisco. Tra i sepolcreti meritano di essere menzionati quelli delle località Penna, Valsiarosa, Monterano, Celle, Colonnette e Fosso Maggiore. Notevoli sono le rimanenti strutture del periodo romano, come il ponte Ritorto sul Treja; altre vestigia dell'epoca romana sono costituite dai frammenti marmorei provenienti da località varie e raccolti attualmente presso il portico del Duomo e presso il cortile dell'Episcopio.

 

Periodo Medievale
Vari sono i monumenti di epoca medioevale tuttora presenti a Civita Castellana; il più importante fra tutti è la Cattedrale di S. Maria, risalente al 1210. Di grande bellezza è il portico che precede la facciata, splendido esempio di architettura romanica opera dei celebri architetti della famiglia dei Cosmati (Jacopo e il figlio Cosimo). L'interno della chiesa ha la prima navata con cappelle laterali comunicanti tra loro e presbiterio sopraelevato, e presenta un magnifico pavimento a mosaico; al di sotto del presbiterio è un'antica cripta (forse costruita sui resti di un sacello pagano) con volte a crociera costolonate, sorrette da 26 colonne. Notevole anche la Chiesa romanica di S. Maria del Carmine (XII secolo), con bel campanile a bifore, abside semicircolare, interno a tre navate e colonne scanalate con capitelli diversi fra loro. La Chiesa romanica di S. Gregorio Magno presenta un bel portale marmoreo decorato dai Cosmati. La Chiesa romanica di S. Pietro è stata completamente trasformata nel corso del XVIII secolo. La Chiesetta di Santa Chiara vanta un elegante rosone che ne adorna la facciata. Sempre al periodo medioevale appartengono i ruderi dei vari castelli sparsi per il territorio civitonico: tra questi, il Castello di Borghetto o Borgo S. Leonardo, presso la frazione omonima, il Castello di Corsignano e le Torri dei Giganti e di Giunone.



Dal Rinascimento ad oggi

Al periodo rinascimentale appartiene il Castello, fatto innalzare negli ultimi anni del XV secolo da Alessandro Borgia per il figlio Cesare. Nella prima metà del secolo scorso la Rocca fu prigione politica dello Stato Pontificio e fu denominata la Bastiglia di Roma; vi furono comunque imprigionati anche delinquenti comuni, come i briganti della banda Gasperoni, che furono graziati nel 1870 dallo Stato Italiano.
Altri monumenti rinascimentali e di epoche più recenti sono: la Porta Borgiana, del XV secolo, che incorpora frammenti marmorei di un sepolcro romano; la facciata vignolesca del Palazzo Trocchi-Alessandrini; il cinquecentesco Palazzo Baroni, nel cui interno si trovano affreschi degli Zuccari; il Palazzetto Rinascimentale, prospiciente la via Don Minzoni, con una parte della facciata a bugnato rustico e due curiosi portali coronati da archi detti Tudor; il Palazzo Vescovile, della metà del XV secolo; l'ardita costruzione del Ponte Clementino, sul Rio Maggiore, fatta rialzare a due archi sovrapposti da Clemente XI nel 1707 e ricostruito nel 1862 da Pio IX con un solo altissimo arco; la Fontana di Piazza Matteotti e vari portali, bifore, stemmi e torri che si possono ammirare passeggiando per il centro storico.

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